Abbiamo già raccontato nelle nostre lezioni come gli indirizzi IP siano una risorsa molto preziosa, considerando il numero gigantesco di dispositivi che vogliono collegarsi a Internet contemporaneamente nel mondo. La situazione si complica ulteriormente con l’aumento dei dispositivi IoT (Internet of Things, Internet delle Cose).
Una tecnica molto efficace per risparmiare indirizzi IP pubblici è quella di riservare una parte di indirizzi IP per essere utilizzati e riutilizzati senza problemi all’interno delle reti LAN.
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Come Funziona nella Pratica
Basta fare caso a quello che accade a casa nostra o a scuola quando ci colleghiamo con il WiFi. Ai nostri dispositivi è quasi sicuramente assegnato un indirizzo privato con questa forma: 192.168.X.X. Se colleghiamo anche il PC contemporaneamente, avremo un indirizzo simile.
Provate però ora a collegarvi al sito http://www.mio-ip.it/. Questo sito mostra semplicemente con quale IP pubblico lo avete raggiunto. Infatti, il nostro modem di casa, o un qualsiasi dispositivo di frontiera di una rete LAN (gateway), ha assegnato un solo indirizzo IP pubblico, con cui poi fa collegare tutti gli IP privati della rete LAN al suo interno.
Il dispositivo è dotato di una tecnologia detta NAT (Network Address Translation) che permette di mappare le richieste dei dispositivi interni alla rete (ad esempio navigare su un sito, scaricare un documento, ecc.) utilizzando l’indirizzo IP pubblico e di tenere traccia delle opportune risposte di ritorno da indirizzare a chi aveva fatto richiesta.
I Range degli IP Privati
Gli indirizzi IP privati sono definiti dalla RFC 1918 e sono i seguenti:
127.0.0.1 (localhost)
È l’indirizzo che identifica il nostro PC quando dobbiamo eseguire un servizio Internet localmente sul nostro computer. È il classico caso di un server web come Apache/WAMP che usiamo in locale. Tecnicamente, l’intero blocco 127.0.0.0/8 è riservato per il loopback.
Da 10.0.0.0 a 10.255.255.255 (Classe A)
Può contenere fino a 16.777.216 host. Ideale per grandi organizzazioni.
Da 172.16.0.0 a 172.31.255.255 (Classe B)
Offre 16 reti e può ospitare 1.048.576 host. Adatto per reti di medie dimensioni.
Da 192.168.0.0 a 192.168.255.255 (Classe C)
Il più utilizzato in assoluto, con 256 reti e 65.536 host. Il terzo ottetto viene usato per identificare le reti e il quarto per gli host. Ottimo per la progettazione e il dimensionamento di reti locali domestiche e di piccole aziende.
Da 169.254.1.0 a 169.254.254.255 (Classe B – APIPA)
Meno utilizzato se non come default sui sistemi operativi Microsoft, detto indirizzo link-local o APIPA (Automatic Private IP Addressing). È il classico indirizzo che ci assegna il sistema operativo quando qualcosa non va nella configurazione di rete (ad esempio, quando il DHCP non è raggiungibile). Rappresenta un chiaro elemento per il troubleshooting.
Vantaggi e Limiti del NAT
Vantaggi:
- Risparmio enorme di indirizzi IP pubblici
- Livello aggiuntivo di sicurezza (i dispositivi interni non sono direttamente esposti)
- Flessibilità nella gestione della rete locale
Limiti:
- Introduce un leggero overhead nelle comunicazioni
- Complica alcuni protocolli peer-to-peer
- Rompe il principio end-to-end di Internet
Nota finale: IPv6, con i suoi 2^128 indirizzi disponibili, risolve il problema alla radice eliminando la necessità del NAT, anche se alcuni amministratori continuano a utilizzarlo per ragioni di sicurezza e controllo della rete: nel punto del router/modem dove si mappano indirizzi e porte si può conoscere il traffico da e verso dove è diretto.
Ultima modifica 4 Novembre 2025


